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FC Internazionale Milano v Parma FC - Serie A

Il Torino europeo del dopo Cerci-Immobile non soddisfa ancora Giampiero Ventura, preoccupato forse dall’andamento in campionato. Il tecnico genovese sa di aver assunto un certo appeal in società grazie ai risultati sportivi e ad alcune intuizione tecniche e tattiche: sia Quagliarella che Amauri sono sue richieste, anzi, sono sue emanazioni. È Ventura infatti ad aver convinto i due attaccanti ex Juventus e in società glielo riconoscono. Il passo successivo per lui sarebbe l’innesto di un atipico come era Cerci e vorrebbe una mossa di questo genere come “premio” in caso di superamento del girone di Europa League.

Un calciatore che conosca il calcio italiano, oltretutto. Ecco perché gli identikit di Sebastian Giovinco e Goran Pandev corrispondono a quanto richiesto dall’allenatore granata. Sul primo il forcing dura da almeno 7 mesi, ma anche a parametro zero resta una chimera con quell’ingaggio da 2,5 milioni di euro netti annui. Il secondo ha voglia di Italia, ma in Turchia gode di un ingaggio inarrivabile in Italia di questi tempi.

Risultato? Il presidente Urbano Cairo ha già comunicato a Ventura di cambiare obiettivi. Soprattutto per gennaio. Anche perché Matteo Darmian, prossimo uomo mercato di casa Toro, non si muoverà fino a giugno e non lo farà per meno di 15 milioni di euro. La Roma, tra le società in prima fila, ha capito l’antifona e lavora quindi per fine stagione. Momento in cui Cairo potrà pensare eventualmente a mutare ancora la propria politica sugli ingaggi.

Giovinco o Pandev, Cairo dice 'no' a Ventura é stato pubblicato su Calcioblog.it alle 18:29 di giovedì 30 ottobre 2014.



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È stato uno dei giocatori più importanti degli ultimi trent’anni, sicuramente uno dei più vincenti, nonostante ciò a Raul non sembra essere passata la voglia di correre dietro ad un pallone. Archiviata la sua esperienza al Real Madrid, 16 anni conditi da tantissimi trionfi, aveva scelto lo Schalke 04 per continuare a giocare. In Germania ha confermato il fatto di essere un grandissimo campione mettendo da parte un bottino di 40 gol in 98 presenze. Poi il Qatar, l’All-Sadd aveva tutto il sapore di essere il capitolo finale di una carriera lunghissima e irripetibile. E invece lo spagnolo ha sorpreso tutti scegliendo di intraprendere una nuova avventura, oltre oceano questa volta, con la maglia dei leggendari New York Cosmos.

A darne notizia lo stesso club americano che ha annunciato con gioia l’accordo con il giocatore che farà quindi parte del roster che prenderà parte alla stagione 2015. Il campionato inizierà come al solito in primavera e quando sarà nel pieno del suo svolgimento Raul festeggerà il suo trentottesimo compleanno. Il giocatore, dopo la firma di un pluriennale, ha commentato la sua scelta spiegando che si tratta di una decisione che è frutto della voglia di mettersi in gioco per l’ennesima volta ma anche per iniziare a costruire il suo futuro quando appenderà le scarpe al chiodo, visto che parallelamente all’attività di calciatore svolgerà anche quella di supervisore tecnico dell’Academy che aprirà i battenti proprio nel 2015.

Confirmed! Welcome to New York, Raúl! http://t.co/lhJ7DlQiBQ #NYCosmos pic.twitter.com/HDifreXIM5

— New York Cosmos (@NYCosmos) October 30, 2014

Queste le prime parole dell’ex Galactico da nuovo giocatore dei Cosmos:

Tutti nel mondo del calcio conoscono il nome dei Cosmos e l’eredità che hanno lasciato i calciatori che hanno giocato per questa squadra in passato. Hanno aiutato a rendere popolare il calcio in America e io mi sento onorato nel seguire le loro impronte. Credo nel progetto e nella visione del club e sono eccitato all’idea di farne parte.

E c’è ovviamente eccitazione anche nella franchigia di New York, ha parlato per tutti l’head coach Giovanni Savarese che non vede l’ora di poter cominciare a lavorare con una leggenda come Raul:

Siamo entusiasti per aver aggiunto un calciatore della sua qualità alla squadra, i numeri e l’abilità di Raul sono rinomati in tutto il mondo. È una stella a livello internazionale e donerà al nostro attacco una dimensione totalmente nuova. Ma porterà anche un’immensa passione e un’esperienza che potrà condividere con la squadra e con le generazioni dei futuri calciatori dei Cosmos che faranno parte della nostra Academy. Ci aiuterà a costruire lo staff del nostro settore giovanile, le strutture e a costruire la nostra piramide di sviluppo.

FC Augsburg v FC Schalke 04 - Bundesliga

I New York Comsos fanno parte della North American League Soccer (NASL), una lega professionistica fondata nel 2009 sulle ceneri di quella che operava negli anni ‘70 e ‘80. Hanno vestito la maglia del club newyorchese campioni assoluti come Pelè, che ora è presidente onorario, ma anche Franz Beckenbauer e il nostro Giorgio Chinaglia ed è proprio a questi nomi che fa riferimento Raul. La NASL è considerato alla stregua di una Serie B in America, l’élite del calcio a stelle e strisce è infatti rappresentata dalla Major League Soccer (MLS). Ma negli sport americani non esiste un sistema piramidale, i soldi vanno dov’è l’interesse del pubblico e l’arrivo di Raul potrebbe spostare l’ago della bilancia che ora pende decisamente a favore della MLS.

Raul l'eterno torna in campo a 38 anni, giocherà in America con i New York Cosmos é stato pubblicato su Calcioblog.it alle 18:12 di giovedì 30 ottobre 2014.



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Ieri sera, per la prima volta in questa stagione, Guardiola è riuscito a schierare Frank Ribery dal primo minuto. È successo in occasione dei sedicesimi di finale di Coppa di Germania che il Bayern Monaco ha giocato in casa dell’Amburgo. La gara si è conclusa con un agevole successo dei bavaresi che si sono imposti per 3-1, il terzo gol lo ha siglato proprio il francese con una classica giocata delle sue, arrotondando così un risultato già decisamente indirizzato dai due gol nel primo tempo di Lewandowski e Alaba. La partita aveva ormai poco da dire, l’Amburgo segna il gol della bandiera a cinque minuti dalla fine, ma a vivacizzare l’ambiente ci pensa un tifoso dell’Amburgo.

Tutto accade all’improvviso, sul campo appare un invasore solitario che si dirige verso Ribery. Quando gli è vicino prova a colpirlo sul volto con la sciarpa, il francese ha un accenno di reazione ma poi capisce che non ne vale la pena e si contiene, il tifoso lo insulta mostrandogli il dito medio senza però provocare nessun tipo di risposta nel calciatore, che non è certo famoso per avere un carattere docile. Alla fine intervengono gli stewart che immobilizzano l’uomo e lo accompagnano fuori dal campo. L’episodio di per sé increscioso non è destinato ad aver nessun tipo di strascico, l’Amburgo ha chiesto immediatamente scusa al Bayern Monaco e al giocatore con un tweet che recita: “Caro Bayern e caro Ribery, ci scusiamo per quanto accaduto poco prima della fine della partita. Quanto avvenuto non fa parte dell’Amburgo”.

Lieber @FCBayern, lieber Franck #Ribery. Wir entschuldigen uns für die Szene kurz vor dem Ende. Das ist nicht der #HSV! #HSVFCB

— Hamburger SV (@HSV) October 29, 2014

Anche il diretto interessato ha voluto subito minimizzare quanto accaduto nel post partita. Ribery ha spiegato che cose del genere possono capitare e nel momento in cui la partita è finita, tutto si dimentica:

Certamente non sarebbe dovuto accadere, ma non è poi una cosa così grave. Dopo la partita si dimentica tutto. Non so praticamente cosa sia successo. Posso dire solo che non era una partita semplice per me, ho preso molti calci.

FBL-GER-CUP-HAMBURG-BAYERN MUNICH

La buona notizia per Guardiola, oltre all’approdo agli ottavi di finale, è quella del ritorno a tempo pieno di uno dei suoi giocatori più importanti. Dopo aver saltato il mondiale per un problema alla schiena, Ribery si è fermato di nuovo quest’estate per un problema al tendine rotuleo. Ieri per la prima volta in questa stagione ha giocato dal primo minuto e soprattutto è rimasto in campo fino al fischio finale senza accusare nessun tipo di problema.

Frank Ribery aggredito in campo da un tifoso dell'Amburgo | Video é stato pubblicato su Calcioblog.it alle 16:13 di giovedì 30 ottobre 2014.



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Buffon, dopo le 500 presenze con la Juve, risponde ai tifosi su twitter: “La Juve può rivincere il campionato e arrivare ai quarti di Champions. Per vincere la Coppa, darei indietro 200 delle 500 partite giocate”.

Dall’alto delle 500 presenze con la maglia della Juventus e della fascia da capitano, Gigi Buffon parla il giorno dopo lo choc per la sconfitta al 94′ contro il Genoa. Parla e risponde ai tifosi via twitter, sul sito ufficiale bianconero. Parla e rassicura, nonostante già in molti chiedano la testa di Massimiliano Allegri.

“Ogni sconfitta è dolorosa. Non importa che sia arrivata alla mia 500 esima gara. Dico che quest’anno la Juve può rivincere lo scudetto e arrivare almeno ai quarti di Champions League. Cosa darei per vincere una Champions? Almeno 200 delle 500 presenze che ho appena raggiunto”.

Ottimismo sparso, a due giorni dall’Empoli e poi dall’Olympiacos, crocevia della prima parte di stagione dei campioni d’Italia in Europa.

I tifosi hanno poi voluto sapere da SuperGigi se si sarebbe mai aspettato, a inizio carriera, di arrivare a giocare 500 partite di alto livello: “No, anche se sono un ottimista per natura. Sono soddisfatto, ma con moderazione. C’è ancora qualche chilometro da percorrere”. I nostalgici chiedono a Buffon con quale grande calciatore avrebbe voluto giocare: “Sicuramente Zinedine Zidane, un campione assoluto. Il trofeo a cui sono più legato con la maglia della Juve è lo scudetto del 2002: assolutamente inaspettato. E il primo degli ultimi tre”.

La partita che il portiere azzurro e juventino ricorda con più piacere? “Senza dubbio la semifinale di Champions League contro il Real Madrid”. Una cosa che cambierebbe della sua carriera: “Nessuna. Anche se ci sono state decisioni difficili da prendere”. Tornando al presente, le differenze tra la Juve italiana e quella europea: “Penso sia una questione di sicurezza che dipende dalle vittorie. In Italia ce l’abbiamo, in Europa no, dobbiamo ancora trovarla”.

Gigi Buffon

Buffon: "Juventus punta a scudetto e a quarti di Champions" é stato pubblicato su Calcioblog.it alle 15:18 di giovedì 30 ottobre 2014.



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Giampaolo Pazzini, 30 anni, sembra essere letteralmente un fantasma al Milan. Fin qui ha collezionato solo quattro spezzoni di gara per un totale di 51 minuti giocati: l’affollamento del reparto avanzato e le pressioni del presidente Silvio Berlusconi, che preferisce altri elementi della rosa – Torres su tutti – hanno via via posto Pazzini ai margini della squadra di Inzaghi. Una situazione che all’ex attaccante di Atalanta, Fiorentina, Sampdoria e Inter, non andrebbe più giù: in vista della sessione invernale del calciomercato si parla di possibile cessione, ma intanto il malcontento è venuto fuori tramite i social network.

A sfogarsi è stata la moglie di Pazzini, Silvia Slitti, che su Instagram ha pubblicato un lungo post indirizzato, senza peli sulla lingua, al tecnico Filippo Inzaghi, che non sceglierebbe i calciatori da mandare in campo secondo il principio della meritocrazia.

“Supponiamo che ci vengano date 9 possibilità per far colpo su una persona, o per ottenere un lavoro o per dimostrare ciò di cui siamo capaci – esordisce Lady Pazzini nel messaggio poi cancellato da Instagram – E che ogni volta dopo 3.8 minuti di media ci venga detto – basta così! – Ecco, io mi chiedo chi può dire se quella persona è brava o no? “.

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Giampaolo Pazzini, che da quanto è al Milan ha comunque dato il suo contributo ogniqualvolta è stato chiamato in causa, è sceso in campo per 12 minuti ieri contro il Cagliari, 19’ contro il Cesena, 7’ contro la Juve e 9’ contro l’Empoli, per un totale di 51’. Meno di lui, stando alle statistiche relative alle prime nove gare ufficiali della stagione, ha giocato solo il francesino Niang. Una situazione davvero pesante per un ex nazionale, che con la cessione di Balotelli sperava che il club puntasse su di lui. All’addio di ‘Supermario’, sono seguiti gli acquisti di Menez, Torres e Bonaventura, centrocampista spesso schierato da attaccante.

Considerata anche l’esplosione di Honda e il ritorno alla forma di El Shaarawy, hanno così chiuso i cancelli del campo per Pazzini, che comunque fin qui non ha mai fatto pubblicamente polemica, aspettando con pazienza il proprio momento. La moglie non lo nomina mai nel post di Instagram, ma il responsabile del mancato impiego del marito, sarebbe il tecnico Inzaghi. “Provo dispiacere nel pensare che in Italia la famosa meritocrazia non sempre esiste”, conclude Silvia Slitti prima di cancellare la pubblicazione dal proprio profilo.

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Milan, la moglie di Pazzini sbotta: "Non c'è meritocrazia" é stato pubblicato su Calcioblog.it alle 13:59 di giovedì 30 ottobre 2014.



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UPDATE 19.08 Stefano Mauri potrà giocare contro il Cagliari il prossimo lunedì. A comunciarlo è stata la stessa Lazio attraverso una nota ufficiale apparsa sul proprio sito: il giocatore sarà convocabile da Pioli per il decimo turno di campionato.

Stefano Mauri fermato dal Coni. Il capitano della Lazio non è stato convocato per la sfida di stasera contro l’Hellas Verona. E salterà anche il match di lunedì con il Cagliari.
Il centrocampista ha smaltito l’ascesso tonsillare che l’aveva colpito (e che gli aveva fatto saltare la gara contro il Torino) ma, come ha reso noto il club biancoceleste per bocca di Stefano De Martino, capo ufficio stampa, non ha ricevuto l’ok dal Comitato per l’esenzione a fini terapeutici del Coni per via della terapia a cui è stato sottoposto, con dosi massicce di farmaci che sarebbero poi risultati positivi all’antidoping.

Per Pioli, dunque, un’assenza importante per due gare che potrebbero dare la svolta alla stagione della Lazio. Infatti, se stasera i biancocelesti riuscissero ad ottenere la vittoria – sarebbe la quinta consecutiva – volerebbero da soli al terzo posto in classifica, superando in un sol balzo Milan, Sampdoria e Udinese, staccando Napoli, Inter e Genoa. E nelle prossime giornate si ritroverebbero sfide non impossibili contro Cagliari ed Empoli.

Stasera contro il Verona saranno out anche Cana e Konko per problemi articolari, oltre a Gentiletti, Basta e Keita. Ecco gli 11 uomini che Pioli, il quale recupera Lulic e medita se rischiare Anderson, dovrebbe spedire in campo al Bentegodi alle 20.45:

Lazio (4-3-3): Marchetti, Cavanda, De Vrij, Ciani, Radu, Onazi, Biglia, Parolo, Candreva, Djordjevic, Lulic.

A disposizione del tecnico laziale Berisha Strakosha, Novaretti, Braafheid, Ederson, Pereirinha, Ledesma, Klose, Gonzalez, e Felipe Anderson.

Il rientro di Mauri dovrebbe avvenire domenica 9 novembre ad Empoli.

SS Lazio v Torino FC - Serie A

Verona – Lazio, Mauri fermato dal Coni: troppi farmaci, sarebbe risultato positivo al doping é stato pubblicato su Calcioblog.it alle 12:31 di giovedì 30 ottobre 2014.



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Juve in crisi? Ha gli stessi punti di quella di Conte dell’anno scorso e con il Genoa ha perso per la troppa voglia di vincere.

Si apre la crisi Juventus dopo la prima sconfitta in campionato e l’aggancio da parte della Roma? Beh, forse è un’esagerazione. Proprio perché questo è il primo ko stagionale e la Juve di Allegri ha fatto gli stessi punti di quella di Conte. Ma anche perché, a Marassi, se c’era una squadra a cui andava stretto il pari, quella era proprio la Signora.

Intendiamoci: anche ieri sera non è stata una Juve lustrini e paillettes. Ma ci si è messa pure la sfortuna, con due pali grandi così (soprattutto quello di Ogbonna). E con Perin che ha giocato da portiere della Nazionale. Poi, il calcio è strano e il Genoa – alla prima vera occasione – è passato al 94′ con la strana coppia Matri – Antonini. Sì, fino a quel momento Buffon aveva dovuto solo alzare in angolo un tiro sbilenco di Marchese e per il resto godersi il caldo tifo rossoblù.

Possiamo però criticare la scarsa vena in zona gol da parte dei giocatori bianconeri. Non è la prima volta che i campioni d’Italia si costruiscono la possibilità di segnare per poi bloccarsi sul più bello. E questo è un difetto che deve assolutamente scomparire. L’altra grossa pecca di questa squadra è la Tevez – dipendenza. Se l’Apache segna o fa segnare, il cielo è sereno; se l’argentino si ferma, è notte fonda.

E adesso, a proposito, sono quattro partite che Carlitos non la butta dentro: Sassuolo, Olympiacos, Palermo e Genoa. A Empoli, bisognerà assolutamente tornare a timbrare il cartellino. Per il resto, chiaro che Allegri non faccia impazzire sul piano del gioco e della fame – anche perché eravamo abituati al caviale di Conte – ma dargli addosso oggi, quando la Juve ha perso perché sbilanciata in cerca dei tre punti, sarebbe troppo.

Max Allegri

Juventus in crisi: ma a Genova ko figlio della voglia di vincere é stato pubblicato su Calcioblog.it alle 12:19 di giovedì 30 ottobre 2014.



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Ancora pochi giorni, poi l’Inter dovrà mettere tutte le carte sul tavolo dell’Uefa: il club nerazzurro è stato convocato dalla Camera investigativa del Club Financial Control Body, cui spetta il compito di verificare la situazione dei conti della società di Erick Thohir. L’Inter ha avviato tutte le pratiche necessarie al riequilibrio dei conti, pesantemente in rosso: per rientrare dai danni fatti dalla precedente gestione, la società nerazzurra dovrà pagare un mutuo con rate trimestrali da 3 milioni di euro, più una maxi rata finale da oltre 180 milioni di euro. Nell’immediato, però, l’Uefa non può fare altro che constatare che i conti non siano in linea con i dettami del Fair Play Finanziario, ma prima di decidere le sanzioni deve vedere nero su bianco gli incartamenti di Thohir.

Alla base del Fpf c’è l’impossibilità per le società partecipanti alle manifestazioni Uefa, di spendere più di quanto guadagnino: l’Inter da questo punto di vista è messa molto male, ma la nuova dirigenza punta a scaricare tutto sulla precedente gestione Moratti, mettendo sul piatto tutte le mosse fatte da Thohir per adeguarsi alle direttive di Michel Platini creando discontinuità con il recente passato. Oltre a pagare l’oneroso mutuo, il magnate indonesiano garantirà all’Uefa di aver posto le basi per un progressivo aumento dei ricavi e il taglio dei costi.

Erick Thohir Portrait Session

Secondo quanto trapela da Milano, il 7 novembre a Nyon dovrebbe esserci anche Erick Thohir, che accompagnerebbe il Ceo Michael Bolingbroke – colui il quale ha fatto imbufalire Moratti con le sue dichiarazioni nell’ultima assemblea dei soci – , al d.g. Marco Fassone e al responsabile finanziario Michael Williamson. Thohir spera di incontrare anche Michel Platini, in modo da convincerlo personalmente del bontà del suo nuovo progetto. Quanto alle sanziono, l’Inter rischia una multa salata, mentre più difficile la riduzione della rosa per le competizioni Uefa.

Fair Play Finanziario: il 7 novembre l'Inter a Nyon davanti all'Uefa é stato pubblicato su Calcioblog.it alle 11:42 di giovedì 30 ottobre 2014.



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A Rudi Garcia andava bene anche così, coi due punti rosicchiati alla rivale Juventus: così, quando la partita della Roma era già finita, il tecnico francese dei capitolini s’era distratto come ovvio che fosse quando Radja Nainggolan gli ha indicato il tabellone dello stadio che mostrava il gol del Genoa in extremis. Garcia si è lasciato scappare una linguaccia di felicità, giusto un ghigno di soddisfazione per l’aggancio in vetta avvenuto, poi a freddo ha dovuto fare i conti con gli strascichi – incredibile ma ce ne sono stati – che il successo sul Cesena ha portato in dote alla truppa giallorossa.

Andiamo in ordine cronologico: all’annuncio della formazione ufficiale, i tifosi presenti allo stadio hanno fischiato Ashley Cole, una nota sicuramente stonata nella sinfonia garciana che nella coesione del gruppo (sotto tutti i punti di vista) ha sempre puntato tantissimo; così come non deve avergli fatto piacere notare la faccia, contrariata è forse dir poco, di Iturbe al momento della sostituzione al 52esimo (al suo posto Florenzi). Un paio di minuti dopo si è fermato Astori per un risentimento ai flessori della coscia sinistra (dentro Yanga-Mbiwa che ha poi fornito l’assist gol a De Rossi), a fine partita anche Manolas ha accusato dolori a un ginocchio per una botta presa.

Entrambi i difensori sono in chiaro dubbio per la delicata trasferta di Napoli, ma non bastassero queste beghe eccoci arrivati alle mezze verità, quelle dette e non dette da Mattia Destro a fine partita; il centravanti marchigiano è stato impiegato fin qui 5 volte su 9 da titolare e ha timbrato il cartellino in 4 occasioni, tutte all’Olimpico contro squadre di medio-bassa classifica (solo a Empoli è rimasto a secco). Un rendimento ottimo, ma Garcia – che in Champions non gli ha concesso neanche un minuto – continua a considerarlo una seconda scelta; e lui a fine partita non nasconde un certo disappunto per questa situazione:

“Le altalene tra panchina e campo? Sono decisioni che prende il mister, un conto è giocare dall’inizio un conto dalla panchina, io cerco di sfruttare tutte le occasioni. Quando posso far goal, cerco di fare goal. Più spazio? Ripeto, sono scelte del mister. Io penso con la mia testa, ragiono con la mia testa, quindi più avanti vedremo”.

Ed è quel “più avanti vedremo” che tiene aperte porte che ad oggi neanche si immaginano: è che a Roma non è mai stato davvero amato, lui si sente un giocatore forte (e probabilmente lo è) e vorrebbe dimostrare tutto il suo valore giocando anche i big-match. Ma si sa, certi equilibri, nella capitale a tinte giallorosse, sono difficili da intaccare, per questo a Manchester o a Torino, contro il Bayern o il CSKA gioca un 38enne, appannaggio di un 23enne smanioso di esplodere definitivamente.

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Roma, vittoria e ombre tra infortuni, fischi, facce lunghe e mezze verità é stato pubblicato su Calcioblog.it alle 11:15 di giovedì 30 ottobre 2014.



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La vendetta, si sa, è un piatto che va servito freddo. Così Luca Antonini ha realizzato al 94′ il gol dell’1-0 in Genoa – Juventus. Una rete che ha tanti significati. Innanzitutto si tratta della prima sconfitta in campionato per i bianconeri, che in questo modo sono stati raggiunti in vetta alla classifica dalla Roma. Quindi è il primo gol stagionale dell’esterno grifone, ma è soprattutto la vendetta dello stesso Antonini nei confronti di Massimiliano Allegri.

A gennaio dello scorso anno, nelle ore calde dell’esonero del tecnico livornese da parte del Milan, Benedetta Balleggi, moglie del calciatore, con un tweet manifestò la sua goduria confermando come i rapporti tra il marito e Allegri si fossero compromessi.

Non a caso Antonini, alla quinta stagione in rossonero nell’estate del 2013, quando cioè Allegri era allenatore del Milan, venne ceduto al Genoa dopo aver collezionato soltanto sei presenze in campionato. Troppo ghiotta fu allora a gennaio 2014 l’occasione per esprimere soddisfazione per il licenziamento del mister che aveva fatto “stare male tutto l’anno scorso” Antonini. Il quale, al tweet sornione della Balleggi, replicò scrivendo di “una moglie coraggiosa che ama suo marito”:

Finalmente godo anch’io!!!

Finalmente godo anche io!!! Che bella giornata!!!

— Benedetta Balleggi (@BeneLuca) 13 Gennaio 2014

Una moglie coraggiosa che ama suo marito.. Questo e'. Semplicemente. #andiamoavanti

— LUCA ANTONINI (@OfficialAnto_77) 13 Gennaio 2014

Ieri, subito dopo il fischio finale del match vinto in extremis contro la Juve, Antonini ha però evitato di polemizzare a distanza con Allegri. Così, dopo aver ricordato che in passato era già andato in rete contro la Signora (a San Siro nella stagione 2009-2010), ha detto:

Allegri? Sono felice solo di aver fatto gol davanti al mio pubblico. Non voglio parlare di una storia passata, ora mi voglio godere il momento con questa maglia.

E su Twitter la moglie, almeno per ora, si è limitata a elogiare il marito senza fare espliciti riferimenti ad Allegri. Anche se non ha lesinato retweet a messaggi che si prendono gioco dell’allenatore. Così, la vendetta, è completa.

antonini genoa juve

Genoa – Juventus 1-0, la vendetta di Antonini contro Allegri é stato pubblicato su Calcioblog.it alle 10:21 di giovedì 30 ottobre 2014.



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