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Sulla pagina ufficiale di Facebook il Milan può vantare quasi 23 milioni e mezzo di iscritti, mentre l’Inter si ferma a circa 4 milioni e 400 mila, su Twitter l’account @acmilan è seguito da 2,28 milioni di follower, l’Inter da 684mila. Il club della famiglia Berlusconi e di Galliani traina utenti da tutto il mondo grazie allo storico prestigio internazionale (e all’immancabile pompaggio di like generato dalla promozione pubblicitaria della pagina, procedura a cui si affidano molti club) è il più “social” d’Italia, neanche la Juventus pluricampione d’Italia con poco meno di 15 milioni di iscritti su Facebook riesce a stargli dietro.

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Domenica, alle ore 20.45, andrà in scena il 162° derby della Madonnina in Serie A. Per l’occasione è stato creato l’hashtag #MilanInter e i profilo Twitter dei rossoneri ha lanciato la sfida ai cugini nerazzurri con il primo tweet: “Hey @Inter questo è il nostro derby preferito, datato 13 maggio 2003. E il vostro? :) #MilanInter”, un riferimento alla semifinale di Champions League con gol di Shevchenko a Toldo annesso. “Ciao @acmilan, noi siamo sicuri: il nostro #MilanInter preferito è quello vinto 0-4 con Mourinho il 29 agosto 2009 :) ” ha risposto l’account nerazzurro, ricordando il derby dell’anno in cui la Beneamata ottenne il triplete.

L’Inter ha lanciato l’iniziativa #TwitterMirror in cui i suoi giocatori hanno postato una foto da loro firmata, come auspicio di buon augurio. L’hashtag #adottauncugino è all’insegna della sportività e chiede ai tifosi di partecipare con la foto di un loro amico o parente che tifa l’altra squadra di Milano. L’”internazionalità” del derby milanese resiste ed è un dato di fatto, nonostante il periodo di involuzione delle due squadre: i derby di Roma, Torino e Genova non hanno all’estero lo stesso appeal del derby milanese.

#Milan-Inter, il derby si gioca anche sui social network é stato pubblicato su Calcioblog.it alle 01:37 di venerdì 21 novembre 2014.



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Leandro Castan dovrà sottoporsi ad un intervento chirurgico al cervello nei prossimi giorni. Lo ha reso noto la Roma con un comunicato diffuso attraverso il proprio sito ufficiale, mettendo così fine a tutte le chiacchiere che si sono rincorse in questi mesi a proposito delle condizioni di salute del giocatore. Il problema è emerso nel corso della partita contro l’Empoli, seconda giornata di campionato, quando ha dovuto lasciare il campo a causa di forti vertigini. Gli esami a cui è stato sottoposto hanno evidenziato una malformazione congenita di tipo vascolare nel cervello, in gergo si chiama cavernoma cerebrale e colpisce circa una persona su 1000, spesso in maniera asintomatica.

Nel comunicato viene spiegato tutto molto dettagliatamente, in particolare un rigonfiamento ha portato ai sintomi accusati durante la partita, sintomi comunque scomparsi dopo qualche giorno:

Il calciatore Leandro Castan dopo la gara Empoli-Roma ha accusato una sindrome vertiginosa acuta. Gli esami cui il giocatore è stato sottoposto nei giorni successivi hanno rivelato la presenza di una alterazione congenita vascolare nel peduncolo cerebellare medio posteriore sinistro, conosciuto con il nome di cavernoma. All’interno di tale cavernoma si è verificato un piccolo edema e di conseguenza un rigonfiamento transitorio che ha causato i sintomi avvertiti dal calciatore e che si sono risolti completamente nel giro di alcuni giorni.

Quando torna a giocare Castan?

Non sempre è necessario procedere con un intervento chirurgico, ma la società d’accordo con gli specialisti che hanno visitato il calciatore sono giunti alla conclusione che l’intervento chirurgico avrebbe rappresentato la soluzione più sicura. Ancora non è possibile stimare i tempi di recupero, Garcia spera di averlo di nuovo a disposizione per i primi mesi del 2015, ma come spiegato dalla stessa società bisognerà attendere l’esito dell’intervento per poter sapere qualcosa di più:

Sebbene il cavernoma non rappresenti una minaccia per la vita del calciatore, che è attualmente in perfette condizioni fisiche, rimane il rischio di un nuovo episodio. Al termine dell’iter diagnostico, in accordo con lo staff medico e la società, il calciatore risolverà definitivamente il problema sottoponendosi, nei primi giorni di dicembre, ad intervento neurochirurgico al fine di poter riprendere regolarmente l’attività sportiva agonistica. A seguito dell’intervento verrà divulgata un’ulteriore nota sulle condizioni del calciatore.

Empoli FC v AS Roma - Serie A

La notizia più importante oggi è quella che Castan non è affetto da nessuna patologia più grave. Nelle scorse settimane si era arrivati a parlare addirittura di un tumore. Niente di tutto questo, si tratta di un brutto ostacolo nella sua carriera, ma il brasiliano attraverso il suo profilo Instagram ha rassicurato tutti sulla sua voglia di combattere e di tornare in campo nel più breve tempo possibile.

Roma, Leandro Castan si opera al cervello: non rischia la vita é stato pubblicato su Calcioblog.it alle 20:02 di giovedì 20 novembre 2014.



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Serie A, dall’anno prossimo si cambia: oggi il Consiglio Federale ha approvato le nuove norme volute fortemente dal presidente Carlo Tavecchio e che andranno ad incidere in maniera sostanziale nella composizione delle rose dei club. Le nuove disposizioni hanno lo scopo chiaramente di favorire la promozione dei giovani calciatori italiani, andando a tarpare le ali a tutti quegli escamotage fin qui utilizzati per portare in Italia stranieri a bosso costo e spesso di dubbie qualità. Il consiglio della Figc ha approvato a maggioranza, ma ha avuto i voti contrari di associazione calciatori e allenatori. Sì anche alle nuove norme sul fair play finanziario “interno” che entro una data ancora da stabilire, dovrebbe costringere i club a raggiungere il pareggio di bilancio.

La rosa di ciascun club di Serie A sarà composta dall’anno prossimo da 25 calciatori, di cui 4 dovranno essere cresciuti nel vivaio della stessa squadra e 4 provenire da qualsiasi altro club italiano. Come da tetto imposto dal Coni, possono essere tesserati in tutto 40 nuovi extracomunitari, mentre non sarà più possibile tesserare un giovane non comunitario e girarlo ad una squadra straniera per liberare una casella. Una pratica fin qui abusata e alla quale Tavecchio e il fido Lotito avrebbero trovato le contromosse.

Italian Football Federation Federal Council Meeting

Nota dolente, il buco del bilancio della Figc: nella giornata in cui viene approvata la riforma del campionato, Tavecchio annuncia che a causa dei tagli imposti dal Coni, la federcalcio deve fare i conti con un rosso da 20 milioni di euro (anche se presto la cifra potrebbe essere dimezzata). Il presidente federale, su questo aspetto, non le manda a dire:

“Quando mai ad un’azienda al mondo gli togli a ottobre 25 milioni di ricavi? E cosa deve fare l’amministratore in quel caso? Questo è il tema dominante, il resto sono panzane. Il calcio non può essere soggetto vilipeso ogni volta, noi fatturiamo 6 miliardi all’anno per il Paese ma non possiamo essere il pozzo di San Patrizio, dove si mettono dentro le mani e si tirano fuori i soldi. Alla fine ci attesteremo su una perdita di 10 milioni. Il buco è di 20 milioni ma abbiamo da recuperare attraverso le cessioni che il Coni farà, alla fine recupereremo 10 milioni. Con sacrifici immani riusciremo ad anticipare fondi che scadranno nel 2015-16 poi faremo un discorso molto semplice con la pregiudiziale che nel 2016 non potrà più essere così. Non possiamo più permetterci – conclude – di stare nei riparti del Coni con queste percentuali”.

Serie A: cosa cambia con la riforma

1) Rose squadre di Serie A da 25 calciatori, 4 cresciuti in Italia e 4 nel vivaio del club per cui sono tesserati, libero tesseramento Under 21;

2) Riforma giovani di serie: il giovane extracomunitario al primo tesseramento deve essere residente in Italia ed entrato nel nostro Paese con i genitori non per ragioni sportive e comunque aver frequentato la scuola per almeno 4 anni (non possono essere utilizzati per la sostituzione di un nuovo extracomunitario);

3) La sostituzione del calciatore extracomunitario sarà possibile solo nel caso di esistenza del contratto da professionista da almeno 3 anni (dal 2012).

Serie A, è rivoluzione: 25 giocatori a squadra, 4 del vivaio é stato pubblicato su Calcioblog.it alle 19:15 di giovedì 20 novembre 2014.



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L’Inter su Messi ?. Verità o boutade ?. Più che altro uno scenario inverosimile, ipotizzato in Spagna dal quotidiano catalano Sport, molto vicino al Barcellona e, di solito, ben informato su quanto avviene al Camp Nou e dintorni.

C’era da aspettarselo che le dichiarazioni rilasciate dal campionissimo a Olè (“Se fosse per me resterei per sempre al Barça ma non è detto che si possa ottenere sempre ciò che si vuole”) avrebbe scatenato, ben presto, un vespaio di indiscrezioni sull’addio della Pulga dal club nel quale è cresciuto ed è diventato il fuoriclasse che tutti conosciamo. Sport ritiene possibile che ciò possa avvenire già a fine stagione e che ci siano top club europei in grado di acquistare l’argentino, nonostante una clausola rescissoria insormontabile (250 milioni) e uno stipendio da nababbo (20 milioni annui).

Tra questi il Chelsea, il Psg e il Manchester City, tutte super potenze calcistiche presiedute da magnati con possibilità di spesa limitate solo dal Fair Play Uefa. Fin qui poco o nulla di strano. Stupisce però che Sport includa nella lista dei possibili acquirenti anche l’Inter. Due sarebbero le motivazioni alla base dell’utopistico connubio tra Messi e i colori nerazzurri. Innanzitutto l’arrivo di Mancini in panchina che potrebbe invogliare la dirigenza a corposi investimenti di marcato. L’altro è il gradimento dell’argentino per Milano, città che ha spesso frequentato in passato soprattutto per gli impegni extracalcistici che lo legano a un noto marchio di moda nostrano.

Detto questo, neanche il più accanito e sognatore dei tifosi interisti crederebbe allo scenario di mercato delineato da As. L’Inter e nessun club italiano può permettersi un campione del genere. Investimenti di Thohir, per il momento,non si intravvedono all’orizzonte. Lo ha ribadito anche Fassone, a margine della presentazione di Mancini. Con due tecnici a bilancio (Mazzarri è stato esonerato e non si è dimesso) è già difficile pianificare il mercato di gennaio.

Inoltre il club è a rapporto dall’Uefa per la possibile violazione del fair play finanziario con conseguente, possibile stop del mercato. Infine, per rientrare dei debiti pregressi, l’Inter ha sottoscritto con Goldman Sachs International e Unicredit un mutuo da 230 milioni da ripianare entro il 2019.

Insomma, Messi resterà al Barcellona e verrà a Milano per qualche sfilata visto che tornare a sfidare Milan e Inter in Champions è un’ipotesi, al momento, altrettanto irrealizzabile nell’immediato futuro.

L'Inter su Messi, l'inverosimile ipotesi del quotidiano Sport é stato pubblicato su Calcioblog.it alle 16:17 di giovedì 20 novembre 2014.



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Lo scandalo calcioscommesse promette di travolgere anche la Francia, in particolare la Ligue 2, la serie cadetta transalpina. Le gare finite nel mirino riguardano la serie B francese, ma con risvolti che si ripercuotono inevitabilmente anche sulla Ligue 1. Durante gli interrogatori di fronte alla giustizia francese, Serge Kasparian, azionista di maggioranza del Nimes (Ligue 2), avrebbe ammesso di aver corrotto i dirigenti del Caen, per salvarsi nelle ultime giornate del campionato scorso ed evitare una retrocessione nella corrispondente della nostra Lega Pro.

Kasparian è uno dei principali indiziati nel processo relativo al calcioscommesse che sta destando scandalo oltralpe: tutto è partito da un’inchiesta su una casa da gioco dell’uomo d’affari, che sarebbe risultata in realtà una bisca clandestina. Dalle intercettazioni relative a quel filone, sono emersi anche dettagli su compravendite di partite della Ligue 2 e nell’interrogatorio di due giorni avrebbe confessato, in qualità di sponsor e principale azionista del Nimes, di essersi prodigato per falsare i risultati e consentire al club di salvarsi dallo spettro della retrocessione.

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Per evitare di perdere cospicui introiti dai diritti TV, il Nimes avrebbe dovuto fare di tutto per mantenere la Ligue 2, così Serge Kasparian avrebbe convinto il presidente del Caen, Jean François Fortin, a far finire la partita in pareggio. Durante la gara disputata lo scorso 13 maggio, con il Caen ormai prossimo alla promozione in Ligue 1, il Nimes si recò in trasferta con molteplici casse di vino. L’arbitro e i delegati federali, segnalarono di aver visto le stesse casse all’interno dello spogliatoio del Caen: in tutto, si tratterebbe di 400 bottiglie che sarebbero valse il risultato di 1-1.

E non è tutto: perché secondo i media francesi, l’azionista di maggioranza del Nimes avrebbe corrotto o quantomeno tentato di corrompere anche altre società. Al Bastia sarebbero state offerte 50mila euro per perdere lo scontro diretto con il Nimes, ma la partita dello scorso 11 aprile finì 1-1. Fallito anche il tentativo di accordarsi con il Digione, che sconfisse il Nimes con un netto 5-1. Jean Marc Conrad (nella foto), che attualmente ricopre la carica di dirigente al Nimes, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Francia, calcioscommesse: le prime ammissioni di combine é stato pubblicato su Calcioblog.it alle 14:21 di giovedì 20 novembre 2014.



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Il Monza, dai tesserati fino ai tifosi, aveva ben altre ambizioni l’estate scorsa: il presidente Anthony Armstrong-Emery oltre a una Ferrari pareva avesse il portafoglio pieno di quattrini, il tecnico Fulvio Pea aveva un buon curriculum (ma l’idea originaria era quella di puntare su un altro tecnico della cantera interista come Stramaccioni), squadra discreta e una promozione dalla Seconda Divisione che aveva portato in doto quanto meno entusiasmo. Ebbene, dopo pochissimi mesi è tutto un lontano ricordo, tutto tranne che i risultati: con orgoglio e spirito di sacrificio la squadra veleggia nelle zone alte della classifica, miglior difesa del Girone A e vetta a un tiro di schioppo.

La città si è stretta intorno ai propri eroi che in trasferta vanno in auto (contro la Feralpi Salò, domenica prossima, si giocherà alle 11 da cui la partenza fissato alle 7 dalla Brianza), si allenano senza materiale tecnico (usano maglie bianche e felpe di loro proprietà) e che pur di non prendere penalizzazioni hanno rinunciato alla mensilità di agosto. Grandi sacrifici, ma anche voglia di tutelarsi: nei giorni scorsi gli atleti hanno fatto richiesta di messa in mora e se non si smuoveranno le acque, il 16 dicembre potrebbero addirittura essere tutti svincolati.

D’altra parte, non è una eventualità remota perché tra i tanti problemi c’è anche quello dello stadio, che doveva subire entro il 30 novembre dei lavori di messa in sicurezza, ma senza soldi il Brianteo è rimasto così com’è e il paradosso è che i biancorossi si trasferiscano a Gorgonzola, dove il Giana Erminio tornerà a giocare a breve dopo aver esordito tra i professionisti prendendo in prestito proprio il Brianteo. Intanto una cordata veneta pare si sia fatta avanti, ma Armstrong-Emery non molla: convocato il CdA straordinario per domani, ma le sue orecchie sono puntate ai problemi della EcoHouse, investita da una serie di guai giudiziari in Brasile.

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Monza, crisi societaria senza fine: il triste punto della situazione é stato pubblicato su Calcioblog.it alle 13:39 di giovedì 20 novembre 2014.



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Buffon e Chiellini dirigenti della Juve quando smetteranno con il calcio. L’annuncio del presidente Andrea Agnelli, insieme a quello dei rinnovi.

Aggiornamento ore 12.30:

Il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, ha annunciato in conferenza stampa che i rinnovi di Gigi Buffon e Giorgio Chiellini sono cosa fatta:

“Sono due giocatori che testimoniano quello che conta alla Juventus: la ricerca costante di un unico risultato, la vittoria. Mi colpisce la loro assoluta leadership, che dimostrano sia in campo che fuori. Gigi è stato un punto fermo nello spogliatoio, Chiellini è leader in campo, trascinatore. Su Gigi possono ripetere quello che ho già detto: l’uomo, prima del calciatore, è leale corretto e trasparente. Buffon è da Pallone d’oro. Neuer ha fatto una grande stagione, ma troverei curioso che lui lo vincesse e uno come Gigi no. Giorgio ha un’applicazione totale; quando una ha impegno e costanza, nella vita riesce. Giorgio è un esempio per tutti i ragazzi. Con loro condivido gli obiettivi, ma anche i sogni e per tramutare i sogni in realtà c’è bisogno di coerenza: loro ne hanno”.

Poi, l’annuncio ufficiale:

“E’ per me, per la Juventus, per Gigi e Giorgio credo, una giornata importante. Sono il capitano e il vice capitano della Juve che annunciano il loro rinnovo di contratto con questa Società. Il capitano è alla 14esima stagione con la Juventus, ha più di 500 presenze con la Juve, ha vinto sette scudetti con la Juventus, una coppa del mondo ed è con noi per altri due anni e mezzo, fino al 2017. Giorgio è alla decima stagione con la Juventus, ha più di 300 presenze, quattro scudetti e si lega a noi fino al 2018. Credo che questi numeri da soli possano essere sufficienti per riassumere cosa significhino per la Juventus due campioni come Giorgio e Gigi”.

La parola ai protagonisti. Buffon:

“La storia va avanti, questo potrebbe essere il mio ultimo contratto. Dalla società ho avuto tutti gli attestati di stima possibili. Ciò mi inorgoglisce. La Juve mi ha dato tutto quello che cercavo. Non sarà mai in debito con me”.

Chielini:

“Sono orgoglioso di essere qui a parlare del mio rinnovo. In dieci anni sono cresciuto, sono diventato un uomo a Torino e in questa società. L’inizio è stato traumatico, ma mi hanno fatto sentire sempre più a mio agio. La Juve per me è una grande famiglia. Rimpianti? Quello di non aver potuto giocare la finale di Europa League allo Juventus Stadium. Dispiace, eravamo convinti di poter raggiungere un grande traguardo tutti insieme, nel nostro stadio”.

Gazzetta dello Sport: Buffon e Chiellini juventini a vita

Gigi Buffon e Giorgio Chiellini non faranno come Alex Del Piero. Termineranno la carriera alla Juventus e resteranno bianconeri anche dopo il ritiro. Lo scrive oggi La Gazzetta dello Sport. Dopo i due rinnovi, ancora non ufficiali, rispettivamente fino al 2017 e al 2018, i due uomini simbolo della Signora troveranno posto tra i dirigenti.

Gigi e Giorgio aiuteranno il management juventino nella gestione della Società, un po’ come sta facendo Pavel Nedved che, appese le scarpette al chiodo, ora è sempre in tribuna durante i 90′ e in campo prima degli incontri per caricare i giocatori. La rosea anticipa che sarà il presidente Andrea Agnelli a dare l’annuncio in persona.

Il numero uno di Madama oggi è allo Juventus Center di Vinovo insieme a Buffon e Chiellini. Annuncerà prima il rinnovo del contratto e poi il futuro da dirigenti. Buffon si legherà al club – da portiere – fino al 2017 con un ingaggio di quattro milioni a stagione. Il difensore ha sottoscritto invece un accordo con scadenza nel 2018, a tre milioni di euro più bonus.

Ma attenzione: per Buffon c’è l’opzione per un terzo anno da giocatore. Nel 2018, a 40 anni, SuperGigi potrebbe affiancare nella leggenda Dino Zoff, che ha vinto un Mondiale nel 1982 proprio a questa età. Anche per Chiellini ci sarà l’opzione per giocare ancora fino al 2019. E poi un futuro dietro la scrivania, per far capire ai nuovi arrivati cosa vuol dire far parte e diventare un simbolo della Juve.

Buffon e Chiellini

Juventus: Buffon e Chiellini bianconeri anche dopo il ritiro é stato pubblicato su Calcioblog.it alle 12:34 di giovedì 20 novembre 2014.



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Massimo Moratti, ex presidente dell’Inter, sarebbe secondo molti il regista dell’esonero di Walter Mazzarri e del ritorno sulla panchina nerazzurra di Roberto Mancini. Nelle ore calde in cui fu allontanato il tecnico toscano ex Napoli, Moratti tagliò corto con i giornalisti: “Ha scelto Thohir in autonomia”. Una frase di circostanza alla quale non ha creduto nessuno, probabilmente nemmeno lo stesso ex presidente, che ieri si è spinto oltre, durante la festa del calendario Pirelli. Dopo aver dichiarato che domenica sera sarà a San Siro per assistere al derby Milan-Inter (“se troverò un biglietto…”), l’ex presidente ha detto la sua sull’attuale situazione in casa nerazzurra in quella che ci tiene a precisare “non è un’intervista”.

Massimo Moratti, dice senza mezzi termini che il ciclo di Mazzarri all’Inter fosse già chiuso dopo solo un anno e mezzo. Nonostante lo scorso anno avesse centrato l’obiettivo del ritorno in Europa, la squadra non aveva denotato quei passi avanti dal punto di vista del gioco che ci si sarebbero aspettati, soprattutto dopo la campagna rafforzamenti dell’estate 2014. I risultati degli ultimi tempi, inoltre, avevano reso irrespirabile l’aria di San Siro a Mazzarri: lo speaker del Meazza evitava persino di pronunciare il suo nome prima delle partite casalinghe per evitare fischi e contestazioni:

“Non ho mai visto prima un allenatore così inviso alla piazza. Lui è una brava persona – dice Moratti – , ma il carattere non lo ha aiutato, è un apprensivo: alla fine rischiava di non capirci più niente”.

massimo moratti

I tifosi avversari ormai avevano cominciato a ricavare barzellette e sfottò sulle scusanti trovate da Mazzarri al termine dei numerosi risultati negativi. Contro il Verona è arrivato addirittura a prendersela con la pioggia…

“Ma lì Mazzarri è stato travisato – lo difende l’ex patron – , è certo che volesse dire altro, mi è dispiaciuto. Mi ha fatto quasi tenerezza”

Moratti ammette di aver consigliato a Thohir due nomi: Leonardo o Mancini, solo loro avrebbero potuto garantire l’esperienza e la conoscenza dell’ambiente che servono per uscire fuori da situazioni delicate come quella in cui si trova attualmente l’Inter. Il presidente ha scelto il ‘Mancio’ cui ora spetta l’onere innanzitutto di vincere il derby e poi di riportare i nerazzurri in una posizione di classifica più consona al blasone del club:

“Pochi hanno vinto come lui all’Inter, vorrà pur dire qualcosa. Serviva qualcuno di cui la gente potesse fidarsi. Non c’erano molte alternative. Io l’ho detto a Thohir: Mancini o Leonardo, erano due i nomi. Thohir? Diamogli tempo, l’unico suo problema è che vive lontano e fa più fatica a capire cosa sta succedendo qui. Certo è che prendendo Mancini ha dato anche prova di solidità economica, molti avranno pensato: beh, allora questo i soldi ce li ha”.

Moratti: "Mazzarri troppo apprensivo, mi faceva tenerezza" é stato pubblicato su Calcioblog.it alle 12:17 di giovedì 20 novembre 2014.



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Dalla bionda alla mora, sempre belle e giovani: è il latin-lover Rudi Garcia, sangue ispanico-francese, che da Lille scappò anche per dimenticare l’affascinante Maud, all’epoca 24enne originaria proprio della città lillois; il nativo di Nemours l’aveva vista in televisione, partecipava a una sorta di “Uomini e Donne” transalpino, con la Schatteman era così felice che anche lì, a due passi dal Belgio, il buon Rudi voleva metter radici. Poi lei lo lasciò per un coetaneo, lui accettò la Roma firmando un biennale da 1,2 milioni di euro, quindi affittò casa a Casalpalocco, vicino al mare e a Trigoria, zona residenziale calma e gettonata dai calciatori di ieri e di oggi, compreso il suo vice e vicino di casa Bompard: con sé portò gli appunti di tattica, la riservatezza e un cuore pronto a innamorarsi di nuovo.

E’ che una moglie l’ha pure avuta, Veronique, e anche tre figle, Carla, Clara e Lena, che ancora vivono nel nord della Francia insieme alla madre; i loro genitori si conobbero quando Rudi era un mediano di dubbio valore della squadra cittadina, sempre il Lille, ma poi il matrimonio naufragò, nonostante le smentite di amici e conoscenti prima di trasferirsi nella capitale italiana. Davanti al cosiddetto Centro commerciale vecchio, proprio all’ingresso del quartiere dalla via Cristoforo Colombo, ha sempre abitato da solo, salvo farsi pizzicare qualche volta con una misteriosa bionda; poi però si è invaghito di Francesca Brienza, volto di Roma Channel, bella e giovane, e via di selfie postato sui social network. Intanto la Roma girava con Pallotta e Sabatini che dovettero scansare gli assalti del Barcellona.

Per il tecnico originario dell’Andalusia comincia un nuovo capitolo. Seconda stagione in giallorosso con contratto rinnovato fino al 2018, 2,5 milioni di euro all’anno, una fidanzata, i tifosi che lo amano e i giocatori che lo seguono: in 12 mesi Rudi Garcia ha conquistato Roma e i romanisti, tanto da voler metter radici a Casalpalocco con un investimento di circa 2 milioni di euro. Eh già, dopo mesi di affitto, ora il trainer giallorosso vuole comprare casa, anzi l’ha già individuata: come riporta il Corriere dello Sport, sarà una mega villa di 670 metri quadri coperti, seimila metri di parco (con dentro piscina, campo da tennis e tante palme) e quattro dependance, non distante da dove attualmente vive. Il suo obiettivo? Fare come Ferguson o Wenger, guidare la squadra nel nuovo stadio, vincere trofei. E magari rifarsi una famiglia con Francesca.

garciabrienza

Roma, Garcia mette radici: dopo la fidanzata, compra pure casa é stato pubblicato su Calcioblog.it alle 11:42 di giovedì 20 novembre 2014.



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Calciomercato. Stefano Okaka al Milan e Giampaolo Pazzini alla Sampdoria: secondo la ‘Gazzetta dello Sport’ di oggi, le due società di Serie A stanno già lavorando allo scambio in vista del mercato di gennaio. Okaka, 25 anni, sembra giunto finalmente a maturazione alla corte di Sinisa Mihajlovic, mentre il ‘Pazzo’ vive praticamente da separato in casa con Filippo Inzaghi e a Genova ci tornerebbe di corsa. Uno scambio che in fondo converrebbe sia al Milan sia alla Samp, anche perché, l’ex attaccante della Roma, in scadenza di contratto nel 2016, ha già fatto sapere ai blucerchiati di non avere intenzione di prolungarlo, ben consapevole di avere una lunga fila di estimatori dietro la porta.

Segnando il primo gol con la maglia della nazionale maggiore di Antonio Conte, Okaka si è ufficialmente lanciato anche sul panorama internazionale. Galliani e Inzaghi lo sanno bene, anche perché hanno potuto ammirarlo da vicino nello scontro diretto di qualche settimana fa, quando il bomber mise a segno anche un bel gol. I contatti tra le due dirigenze sarebbero frequenti, anche perché a Massimo Ferrero non dispiacerebbe affatto riavere in squadra uno degli artefici della storica qualificazione in Champions di qualche stagione fa. Pazzini alla Samp potrebbe addirittura ritrovare Antonio Cassano, che ha già incontrato il presidente blucerchiato per parlare del suo possibile rientro in Liguria visti i seri problemi in cui versa la società del Parma.

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La cosa più difficile per Ferrero, sarà convincere Mihajlovic a rinunciare ad Okaka, ragazzo considerato dai più un’eterna promessa, ma che il tecnico serbo è riuscito a far rendere al meglio. Il Milan, inoltre, vuole anticipare i tempi in modo da essere pronto allo scambio già a gennaio: Pazzini preme per cambiare aria subito, poiché non intende fare panchina fino a fine stagione e inoltre c’è da fare i conti con Stoccarda e Shalke 04, che hanno già messo Okaka nel mirino in vista del prossimo mercato estivo. Meglio evitare l’asta a giugno.

Calciomercato Milan – Sampdoria: si lavora allo scambio Pazzini – Okaka é stato pubblicato su Calcioblog.it alle 10:16 di giovedì 20 novembre 2014.



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