Sarà che vagamente mi ricorda la faccia di Belpietro, ma ogni tanto Alessandro Gilioli non riesco proprio a digerirlo.
Ed è un peccato perchè solitamente è un piacere leggerlo, con quei post concisi ma allo stesso tempo pungenti (vedi La Sinistra in Outsourcing)…
Però quando si mette ad attaccare Grillo per difendere quella casta che rovina l’informazione in Italia, mi scade proprio.
E non perchè tenti di denigrare Grillo, ma proprio perchè sembra lo faccia col fine di difendere quei giornalisti che scrivono e accusano senza spiegare, come se ciò che viene dalle loro mani fosse legge.
Loro se ne strafottono di replicare con argomentazioni serie, confutando la tesi di incostituzionalità del Lodo Alfano o comunque almeno inserendo i virgolettati di dove avviene il reato di vilipendio.
Loro scrivono dei dogmi.
Ecco, difendere questi grandi editorialisti, vuol dire essere contenti di come è l’Italia oggi.
Vuol dire non rendersi conto che la dittatura moderna è realizzata grazie all’uso criminale che viene fatto dei media.
Vuol dire essere d’accordo che è più importante scrivere in prima pagina di un comico che “offende” il Capo dello Stato mentre scivola nella normale cronaca che un senatore, tre giorni prima delle elezioni, ha contatti con personaggi di dubbia moralità.
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8log

A parte Gilioli, che mi resta simpatico, mi sembra che in questo paese qualcuno si senta sfuggire l’autorità da sotto i piedi, come un tappeto che viene tirato via. Certi tentativi di attacco nei confronti della rete sono da considerare forme di autodifesa. Si veda anche la querela di Mediaset a Google
Ti perdono tutto tranne la somiglianza con Belpietro!
@le ali della farfarlla:
hai centrato in pieno!
@Alessandro Gilioli:
avrei preferito il contrario